Da un po’ di anni è al vaglio del Ministero della Salute la revisione del nostro profilo professionale. Ad oggi come sappiamo non si ha nessuna risposta in merito, non solo per la nostra figura professionale ma per tutte le 22 professioni sanitarie.
Alcune delle nostre competenze vengono a scontrarsi con le realtà attuali, leggete le Job Descrition proposte e se avete critiche e suggerimenti non abbiate timore a esprimervi.
Tratto dal sito ANPEC
“JOB DESCRIPTION Il TFCPC è il professionista sanitario responsabile dei processi diagnostici e terapeutici a lui affidati, attraverso l’applicazione di tecnologie e tecniche specifiche concernenti la diagnosi e la cura delle patologie cardiovascolari. Il TFCPC affronta e gestisce situazioni cliniche che pongono la persona in condizioni critiche, impiegando le proprie conoscenze per garantirne la sopravvivenza, stabilizzandone le funzioni vitali con tecnologie appropriate. E’ in grado di eseguire autonomamente la prescrizione diagnostica e terapeutica a lui affidata, monitorizzando i parametri vitali, valutando i segni e i sintomi così da formularne una corretta interpretazione. Grazie alla sua formazione è in grado di effettuare scelte autonome per specifici ed appropriati presidi medico-chirurgici che possano contribuire al miglioramento dell’atto terapeutico e/o diagnostico. La responsabilità del TFCPC consiste anche nel partecipare attivamente all’ organizzazione, gestione e formazione del personale specifico e allo sviluppo delle sue competenze. Partecipa anche in modo attivo alla realizzazione di programmi di ricerca finalizzata allo sviluppo di nuove tecniche e tecnologie nell’ambito diagnostico nonché tecniche di circolazione extracorporea e dei supporti cardiocircolatori.
CORE COMPETENCE
Gestire le apparecchiature e i materiali
Valutare l’aspetto tecnico qualitativo delle apparecchiature, dei presidi medico-chirurgici e del materiale monouso provvedendo al loro approvvigionamento.
Utilizzare le apparecchiature e i presidi medicochirurgici più appropriati alla circolazione extracorporea, alla diagnostica emodinamica o vicarianti le funzioni cardiocircolatorie
Valutare il corretto funzionamento delle apparecchiature e provvedere alla programmazione degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Progettare i vari componenti utilizzati nelle procedure terapeutiche e diagnostiche Operare in cardiochirurgia e chirurgia vascolare
Garantire la corretta applicazione delle prescrizioni diagnostiche e terapeutiche richieste.
Gestire autonomamente la metodica di circolazione extracorporea e l’emodinamica del paziente procurata artificialmente dalla macchina cuore polmoni
Somministrare farmaci prescritti e concordati in base a protocolli
Garantire l’ossigenazione del sangue e la perfusione sistemica
Garantire la protezione miocardica
Applicare le tecniche di protezione cerebrale negli interventi che interessano i vasi cerebrali
Applicare le tecniche di dialisi extracorporea
Gestire il recupero del sangue intra e post operatorio
Gestire le metodiche di plasmaferesi intraoperatoria, preparazione di gel piastrinico e colla di fibrina
Fornire l’assistenza specifica durante l’impianto di endoprotesi
Compilare la cartella clinica di circolazione extracorporea
Elaborare protocolli, check list e procedure operative
Operare in cardiologia
Gestire le apparecchiature dell’elettrocardiografia, dell’elettrocardiografia da sforzo, dell’elettrocardiografia dinamica (holter) e dei sistemi di memorizzazione degli eventi di bradi-tachiaritmie
Effettuare i test per la valutazione della funzionalità cardio-respiratoria (Spirometria)
Gestire i sistemi computerizzati per la trasmissione e gestione in rete degli esami cardiologici
Gestire l’esecuzione tecnica dell’esame ecocardiografico completo di valutazione quantitative ed eco-flussimetriche del sistema cardiaco e/o vascolare
Operare in cardiologia interventistica :
Monitorizzare i parametri vitali del paziente
Valutare le ossimetre e emogasanalisi durante i cateterismi
Misurare la portata cardiaca, delle pressioni endocavitarie con metodo di termodiluizone e/o Fick
Gestire i sistemi di assistenza e supporto cardiocircolatorio o/e cardiorespiratorio
Gestire sistemi di supporto all’apparato cardiocircolatorio durante procedure invasive a rischio
Gestire Ivus per la tecnica sonografica endoluminare
Coaudivare il personale medico durante le procedure di ecocardiografica intracardiaca nelle fasi valutative pre, intra, post procedure interventistiche.
Gestire le apparecchiature laser per disostruzioni stenosi coronariche e periferiche
Operare in elettrofisiologia e elettrostimolazione cardiaca
Gestire le apparecchiature per l’esecuzione degli studi elettrofisiologico endocavitario ed endoesofageo
Gestire le apparecchiature per l’esecuzione di interventi di ablazione transcatetere con metodo di radiofrequenza o di crioablazione
Gestire i sistemi di mappaggio elettroanatomico per effetuare studi e/o interventi di ablazione di aritmie sopraventricolari e ventricolari
Gestire l’ecocardiografo per assistenza ecocardiografica intracardiaca durante interventi di ablazione
Eseguire il controllo strumentale del paziente portatore di dispositivo di Pacemaker (PM) e defibrillatore automatico impiantabile (ICD)
Gestire le apparecchiature della sala operatoria necessarie per impianto PM e impianto ICD per il trattamento dele bradi-tachicardie e per il trattamento dello scompenso cardiaco.
Operare nel centro di rianimazione
Gestire l’assistenza cardiocircolatoria e polmonare, I.A.B.P., E.C.M.O., V.A.D., cuore artificiale
Gestire le metodiche di emofiltrazione, ultrafiltrazione e emodialisi
Operare nel centro trapianti-espianti
Applicare protocolli per la preservazione di organo e gestione del trasporto
Operare in oncologia
Utilizzare le metodiche extracorporee normotermiche e ipertermiche per terapia antiblastica, pelvica, peritoneale, toracica, arti e fegato
Operare in altri ambiti :
chirurgia generale, ortopedia…
Applicare le tecniche di dialisi extracorporea
Gestire il recupero del sangue intra e post operatorio
Gestisce le metodiche intraoperatorie di plasmaferesi intraoperatoria, preparazione di gel piastrinico e colla di fibrina
Operare in ambito territoriale
Eseguire procedure di diagnostica strumentale in ambulatorio e/o con ausilio della telemedicina
Assistere domiciliarmente portatori di VAD
Operare nell’ambito organizzativo-dirigenziali
Gestire il materiale e le risorse umane
Gestire le risorse economiche assegnate sulla base degli obiettivi condivisi
Valutare le risorse umane
Organizzare l’attività in base alle risorse umane disponibili
Gestire autonomamente le proprie attività e i propri comportamenti organizzativi
Definire gli obiettivi generali del proprio servizio
Partecipare all’elaborazione di linee guida da applicare alle procedure messe in atto nel rispetto dei principi di qualità-sicurezza ( clinical risk-managment )
Partecipare allo sviluppo di progetti di ricerca scientifica finalizzata alle patologie di interesse
Gestire l’ambito dell’apprendimento attraverso la docenza e il tutorato
Elaborare progetti formativi e gestisce eventi formativi”
Filed under: Tecnico Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione
salve, sono tecnica di fisiopatologia cardiovascolare che opera in campo esclusivamente cardiologico…..qui in friuli la figura del tecnico perfusionista è completamente staccata da quella nostra :noi ci occupiamo di tutta la parte della cardiologia diagnostica , emodinamica e dell’elettrofisiologia…
Sarei interessata a sapere se sul territorio nazionale ci siano altre figure del mio stesso ruolo
Ciao Beatrice e benvenuta nella CdP.
Sapevo che in Friuli esiste questa figura e mi sono sempre chiesto quale percorso formativo effettuasse.
Sul territorio Nazionale attualmente esiste una sola figura professionale “Tecnico di Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione Cardiovascolare” che si occupa sia della parte chirurgica (perfusionista) che della parte diagnostica (cardiologia, Emodinamica, Ecocardiografia ed Elettrofisiologia). La figura è stata rivalutata con la riforma Universitaria ed ha inglobato le vecchie scuole di Perfusione e le scuole di Cardiologia.
Il lavoro che tu svolgi Qualla Volevo chiederti la tua è una scuola Universitaria o si tratta di un corso Regionale?
Io sono a conoscenza che In alcune regioni, Lombardia, Toscana e Lazio alcuni tecnici operano anche nel campo della diagnostica, Ecocardiografia ed Elettrofisiologia oltre alla parte Chirugica che ad oggi risulta essere qualla che impiega il maggior numero di tecnici.
Spero di aver risposta, magari in parte, alla tua domanda e spero di scambiare con te ancora ulteriori questioni.
Franco
Buonasera Franco, ciao a tutti.
Mi chiamo Isabella, lavoro in provincia di Modena.
Mi fa molto piacere trovare una Comunità di Tecnici che si confronta per crescere nel proprio lavoro quotidiano! Finalmente!
La mia struttura è un Ospedale di 2°livello, Il mio lavoro è principalmente diagnostico cardiologico, non abbiamo l’emodinamica, ma c’è elettrofisiologia (circa 150 impianti all’anno e qualche SEF).
Mi fa piacere sapere che ci sono tecnici che si occupano di diagnostica, pensavo di essere insieme ai miei sparuti colleghi emiliani una mosca bianca!??!
Nella nostra struttura però io e la collega, assunte da pochi anni, dobbiamo “sottostare” all’organizzazione lavorativa della responsabile (infermiera), la quale evita accuratamente di farci lavorare in test da sforzo ed ecocardio…(servono secondo lei competenze infermieristiche 8-( non meglio precisate!?!?), lasciandoci carta bianca grazie a dio nell’organizzazione dell’attività di controllo PM/ICD e controllo remoto.
Questa organizzazione, oltre che profondamente ingiusta, è snervante per la fatica che facciamo ogni giorno per non farci mettere i piedi in testa e cercare di continuare a fare un lavoro che ci piace.
Speriamo ancora a lungo!
Intanto che vi saluto e vi ringrazio per il vostro tempo,
vi chiedo un commento su una questione spinosa di cui mi sto occupando ultimamente: il rapporto lavorativo in sala di elettrofisiologia tra infermiere e tecnico.
Ci si ruba il lavoro o si può lavorare in simbiosi senza danni per nessuno?
Un abbraccio
Isabella
Ciao Isabella, innanzitutto ti voglio dare il benvenuto nella Comunità e ti voglio ringraziare per il tuo contributo.
Sicuramente quello che hai scritto corrisponde ad una realtà ormai radicata da anni e che stenta a decollare anche se, negli ultimi anni, uno sviluppo a nostro favore c’è stato; quindi non sentirti più una “mosca bianca”.
Il Lombardia, regione dove svolgo la mia realtà lavorativa, ci sono tecnici che lavorano in elettrofisiologia, ecocardiografia e doppler vascolari ed effettuano procedure diagnostica in autonomia riservando al medico, ovviamente, la conferma del proprio lavoro.
Purtroppo ci sono ancora mentalità infermieristiche “vecchie” che non vogliono capire ma soprattutto non accettano il fatto che ci siano persone più qualificate nello svolgere il lavoro che fino a oggi è stato svolto in modo approssimativo dagli “infermieri tuttofare”, lo dimostra il fatto che noi tecnici abbiamo un monte ore specialistico maggiore rispetto alle 20/30 ore riservate per la parte cardiologica.
Bisognerebbe ricordare loro che le mansioni svolte da ambedue le figure sono nettamente diverse l’una è “assistenziale” e la nostra è “tecnico assistenziale e comprende anche la “diagnostica” (vedi le classi di laurea, il profilo professionale ed il codice deontologico).
Dovrebbero spiegarmi cosa ci sia di assistenziale nell’esecuzione di un “ecocardiogramma” se non quella di assistere l’esecutore durante le procedure invasive quali l’ecotranesofageo o durante ecostress per la somministrazione di farmaci; per quanto riguarda l’ecocardiogramma routinario penso che per l’applicazione degli elettrodi siamo in grado di farlo.
Lo conferma anche il fatto che alcuni master per ecocardiografia NON sono aperti ad infermieri ma solo ai tecnici.
Purtoppo personalmente non posso darti informazioni dettagliate sulle competenze del tecnico in elettrofisiologia perchè non lavorandoci e non avendo fatto un master relativo (vengo dalla vecchia scuola) non ho idee sulla organizzazione del lavoro. Sta di fatto che alcuni colleghi che conosco, in elettrofisiologia, svolgono in autonomia il controllo dei PM e ICD (attenzione a non farsi rubare il lavoro sul territorio per il controllo a distanza, ambito dalla classe infermieristica che vuole metterci le mani).
Spero di esseri stato utile, ti voglio solo ricordare che non deve essere una lotta per cacciare dai laboratori il ruolo dell’infermiere, è una figura indispensabile e diversa rispetto alla nostra ma è necessario ormai ridimensionarla nelle sue competenze.
Ciao e a presto.
Franco