ECMO – Influenza AH1N1 – CARDIOHELP

ECMO e INFLUENZA AH1N1 Ci sono pensieri discordanti su quali devono essere i comportamenti da adottare in occasione dell’utilizzo dell’ECMO e influenza AH1N1. Questi quesiti hanno scatenato parecchi disaccordi ed incomprensioni sia trai professionisti che tra le aziende che promuovono il prodotto. L’ ANPEC ha istituito un sondaggio on line per avere la percezione del pensiero dei colleghi, sondaggio che è anche stato inviato tramite email. Vi invito a partecipare al sondaggio ed esprimere la vostra opinione. La stessa cosa potrà nascere in occasione dell’uscita del nuovo supporto prodotto da MAQUET il CARDIOHELP dove c’è chi sta già mettendo le mani avanti per gestirlo (vedi 118). E’ il caso che precediamo l’evento, parliamone è importante. Franco

Una Nuova Prospettiva!!!

Giunge voce che con tutta probabilità, verrà assegnato alle nostre  competenze l’esecuzione delle spirometrie. Qualcuno di voi ha sentito qualcosa in merito?

Qualche Università prevede già nel proprio percorso di studi questa metodica?

Cosa ne pensate?

Dite la vostra e animiamo il blog.

Gestione e Sicurezza

Voglio proporre questo nuovo post relativo al rischio clinico e sicurezza nella nostra professione.  L’argomento è attuale, tutti ne parlano ma molti non lo ritengono interessante. Questa riflessione giunge subito dopo la giornata di aggiornamento sul rischio clinico avvenuta in occasione del Congresso SICCH 2008 svoltosi a Roma.

Dopo la relazione del Medico legale, che personalmente ritengo sia stata chiara ed esaustiva, mi sono tornati alla in mente alcuni episodi che potevano essere evitati effettuando piccole modifihe al mio modo di lavorare, ma che puntualmente si sono ripresentati ad altri colleghi a causa della mancanza di comunicazione o perchè più semplicemente alcune procedure non erano mai state codificate.

Per tutti quelli che non erano presenti, voglio solo ribadire alcuni concetti che sono stati espressi: la responsabilità personale del professionista che risponde in prima persona del proprio operato; la necessità di avere protocolli e linee guida condivisi di tutte le procedure, come strumento fondamentale di tutela e di crescita professionale di ognuno di noi; la necessità di avere una check-list; la necessità di avere standard minimi di sicurezza condivisi per lavorare con tranquillità e in sicurezza basati sull’evidenza scientifica.

In merito a questo, è stato discusso un argomento attualissimo” Evidence Based Practice”, corso altresi proposto dal collega Gianni Carra presso la sua Azienda Ospedaliera.

Invito ancora tutti a trasferire o formulare dei protocolli che potranno essere condivisi con altri nella sezione che ho dedicato in questo blog.

Aspetto vostri commenti relativi a questo argomento, mi sembra si possano spendere due parole.

Corsi FAD-ECM

La richiesta di formazione per gli operatori sanitari è necessaria per garantire un professionalità accurata e di qualità.

La nostra professione è carente da questo punto di vista; infatti se noi cerchiamo dei corsi ECM ad hoc non troviamo quasi nulla soprattutto in riferimento alla possibilità di formarsi  on-line.

Il Ministero della Salute prevede che una parte dei crediti formativi possa essere effettuato mediante la Formazione a Distanza (FAD), quindi crediti acquisibili direttamente a casa nostra.

Cosa ne pensate?

Secondo voi quali sono gli argomenti di maggior interesse per la categoria?

Aspetto una vostra risposta.

Poligrafo e Tecnico

Nella mia realta il poligrafo viene gestito da un cardiologo. Esistono realta dove il poligrafo è gestito dal Tecnico di Fisiopatologia Cardiocircolatoria?

Endovalvole

La tecnologia propone da diversi mesi l’applicazione di endovalvole nei laboratori di emodinamica.

Personalmente ho assistito ad alcune procedure. Pur non avendo nessuna esperienza in merito  mi sono arrangiato come ho potuto, ma la cosa mi ha fatto riflettere parecchio. 

Considerate indispensabile lo stand-by fisso del Tecnico durante la procedura svolta in emodinamica o deve essere chiamato solo in caso di emergenza?

Pensate che questa procedura debba essere eseguita sono in quei centri dove esiste una sala operatoria cardiochirurgica o può essere eseguita dove esistono laboratori di emodinamica interventistica?

Chiedo il vostro parere.

Il mio ruolo

Bene, incominciamo a lavorare!

Argomenti che necessitano di un confronto sono parecchi ma, quello che attualmente mi sento di proporre perchè attuale, e per il quale da un pò di tempo si fanno considerazioni, riguarda le prospettive di variazione del nostro profilo professionale. L’attuale normativa prevede quanto di seguito:

Art 1.

1. È individuata la figura del tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare con il seguente profilo: il tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare è l’operatore sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante e dell’iscrizione all’albo professionale, provvede alla conduzione e alla manutenzione delle apparecchiature relative alle tecniche di circolazione extracorporea ed alle tecniche di emodinamica.

2. Le mansioni del tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare sono esclusivamente di natura tecnica; egli coadiuva il personale medico negli ambienti idonei fornendo indicazioni essenziali o conducendo, sempre sotto indicazione medica, apparecchiature finalizzate alla diagnostica emodinamica o vicariati le funzioni cardiocircolatorie.

3. Il tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare:

a) pianifica, gestisce e valuta quanto necessario per il buon funzionamento delle apparecchiature di cui è responsabile;

b) garantisce la corretta applicazione delle tecniche di supporto richieste;

c) svolge la sua attività professionale in strutture sanitarie pubbliche o private, in regime di

dipendenza o libero professionale.

4. Il tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare contribuisce alla

formazione del personale di supporto e concorre direttamente all’aggiornamento relativo al profilo professionale e alla ricerca nelle materie di sua competenza.

Trovi l’attuale profilo soddisfacente, anche considerato l’impiego del tecnico al di fuori dell’ambito cardiochirurgico? Se no, cosa variaresti o meglio quali sono le caratteristiche del profilo che meglio configurerebbe la nostra categoria?

Rispondete apertamente e speriamo nasca un animato scambio di opinioni.

Al riguardo però vi voglio ricordare che le vostre opinioni vengono visualizzate così come vengono scritte. Vi invito quindi ad utilizzare un linguaggio consono.

Benvenuto!

Un saluto a tutti!

Mi chiamo Franco e lavoro come Tecnico di Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione Crdiovascolare, in un ospedale pubblico.

Ho voluto aprire questo Blog perchè, come molti altri colleghi, mi sono chiesto: “vista la mia preparazione tipicamente in ambito cardiochirurgico, in quanto svolgo la mia attività come perfusionista, come posso lavorare nei laboratori di emodinamica, elettrofisiologia ecc.?” Realtà oggi attuabile per l’integrazione delle scuole ad indirizzo cardiologico ed indirizzo cardiochirurgico, che oggi hanno un piano di studi comune.

Come posso io colmare le mie lacune nell’ambito per cui non sono stato formato? Uno si chiederebbe – ma perchè non studia da solo? – La risposta che mi sono dato è: perchè lavorare da solo è difficile.

Quindi spero che con il conivolgimento di più professionisti del settore, docenti, coordinatori delle scuole e colleghi che lavorano in ambito cardiologico e cardiochirugico, si possa ottenere lo stesso risultato.

Questo sicuramente non è un insegnamento, dove è previsto il rilascio di un titolo accademico, ma vuole essere uno scambio di opinioni, pareri e documenti che può servire alle più svariate figure professionali tecniche che operano nei vari settori. La “COMUNITA PROFESSIONALE” non è una versione moderna della “mailing list” ma si rivolge a tutti coloro che sentono la necessità di condividere le proprie esperienze.

Tutto questo vi sembrerà forse strano, ma penso che l’ “apprendimento informale” ormai condiviso da tutte le scuole di pensiero nell’ambito formativo, sia la metodica di apprendimento più efficacie al giorno d’oggi.

Voglio sfruttare questa opportunità, affinche tutti possano lanciare proposte, colmare lacune e perchè no formulare dei protocolli di lavoro o delle linee guida condivise.